Autostrada, superstrada, statale: differenze e limiti

Superstrada, tangenziale, raccordo, complanare: sono parole che usiamo tutti i giorni e che nel Codice della Strada, in gran parte, non esistono. Il Codice conosce sei categorie di strade, e da quelle discendono i limiti di velocità, chi può circolare e quali regole valgono. Sapere in che categoria ti trovi è il modo per non prendere una multa senza capire perché.

La buona notizia è che per capirlo bastano tre secondi: guarda il colore del cartello. Verde significa autostrada, blu significa strada extraurbana, bianco significa strada urbana o locale, marrone indica un itinerario turistico. È l’unica informazione che ti serve mentre guidi. Il resto lo spieghiamo qui sotto.

Le categorie del Codice della Strada

L’articolo 2 classifica tutte le strade italiane in base alle caratteristiche costruttive, non in base a chi le gestisce o a come le chiamiamo.

TipoCategoriaIn pratica
AAutostradeCarreggiate separate, nessun incrocio a raso, corsia di emergenza, pedaggio o meno
BStrade extraurbane principaliQuelle che chiamiamo superstrade
CStrade extraurbane secondarieLa gran parte delle statali e provinciali fuori città
DStrade urbane di scorrimentoAssi veloci dentro le città, molte tangenziali
EStrade urbane di quartiereViabilità interna ai quartieri
FStrade localiTutto il resto, comprese le strade di campagna

Alle sei storiche se ne sono aggiunte due dedicate alla mobilità dolce: la E-bis, strada urbana ciclabile, e la F-bis, itinerario ciclopedonale.

Cosa rende un’autostrada un’autostrada

Non il pedaggio, che infatti su alcune autostrade non c’è. Le caratteristiche che il Codice richiede sono: carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, almeno due corsie per senso di marcia, corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, nessuna intersezione a raso e nessun accesso privato, recinzione lungo tutto il tracciato, sistemi di assistenza all’utente e cartelli di inizio e fine.

Il punto che distingue davvero è l’assenza di incroci e accessi: su un’autostrada entri ed esci solo da svincoli dedicati, e nessuno può immettersi da un passo carrabile. È per questo che ci si può viaggiare a 130.

La strada extraurbana principale, cioè la superstrada

Ha carreggiate separate e almeno due corsie per senso come l’autostrada, ma requisiti meno stringenti: la corsia di emergenza può mancare, sostituita da piazzole di sosta, e le caratteristiche complessive sono inferiori. La riconosci dai cartelli blu e dal segnale che raffigura un’auto bianca su fondo blu, quello che indica una strada riservata ai veicoli a motore.

Il limite è 110 km/h. Esempi che conosci: la Firenze-Siena, la Salerno-Avellino, gran parte della E45.

Le parole che usiamo ma che il Codice non conosce

Qui sta la confusione vera. Questi termini descrivono la funzione di una strada, non la sua categoria: la stessa parola può indicare strade con limiti completamente diversi.

Superstrada. Non è un termine giuridico. Nell’uso comune indica una strada extraurbana principale, quindi tipo B con limite 110. Ma la gente chiama superstrada anche strade che sono in realtà extraurbane secondarie a carreggiata unica, dove il limite è 90. Fidati del cartello, non del nome.

Tangenziale. Indica una strada che aggira un centro abitato, e può appartenere a tre categorie diverse. La Tangenziale Ovest di Milano è classificata come autostrada, sigla A50. La tangenziale di una città media è spesso una strada urbana di scorrimento, tipo D, con limite 50 elevabile a 70. Altre sono extraurbane. Tre categorie, tre limiti diversi, stesso nome.

Raccordo autostradale. Collega un’autostrada a una città o due autostrade tra loro, e porta la sigla RA. Alcuni sono classificati come autostrade a tutti gli effetti, altri come extraurbane principali. Il Grande Raccordo Anulare di Roma è un caso a sé: è classificato autostrada ma ha un limite di 90, più basso, imposto dall’ente proprietario.

Complanare. È la strada di servizio che corre parallela a un’autostrada o a una superstrada, alla stessa quota, e serve a raccogliere il traffico locale e gli accessi che sulla strada principale non sono ammessi. Non è mai autostrada: è una strada ordinaria, con incroci e limiti bassi, spesso 70 o 50. Chi la percorre pensando di essere ancora in autostrada è il candidato ideale a un autovelox.

Diramazione. Un ramo secondario di un’autostrada, che ne condivide la classificazione. La Diramazione Roma Nord della A1 è autostrada, con limite 130.

Variante e bretella. Termini di cantiere entrati nell’uso: un tracciato alternativo che evita un tratto vecchio, e un breve collegamento tra due strade. La categoria dipende da come è stata costruita, non da come la chiamano.

E le sigle SS, SP, SR?

Attenzione, perché è l’equivoco più diffuso. SS, SP, SR e SC non sono categorie del Codice: indicano chi possiede e gestisce la strada. Statale significa ANAS, provinciale significa Provincia o Città metropolitana, regionale significa Regione, comunale significa Comune.

Una strada statale può essere una extraurbana principale a quattro corsie con limite 110, oppure una strada di montagna a curve con limite 50. La sigla non ti dice niente sul limite. Lo stesso vale per le sigle E seguite da un numero, come la E45 o la E55: sono itinerari europei che attraversano più Paesi, e in Italia si sovrappongono a strade di categorie diverse.

I limiti di velocità

DoveLimiteCon pioggia o neve
Autostrada130 km/h110 km/h
Strada extraurbana principale110 km/h90 km/h
Strada extraurbana secondaria o locale90 km/h90 km/h
Centro abitato50 km/h50 km/h
Strade urbane con caratteristiche adeguatefino a 70 km/hfino a 70 km/h

Due precisazioni che contano.

La riduzione con la pioggia è automatica. Non serve un cartello e non serve un’ordinanza: quando piove, nevica o grandina, in autostrada il limite è 110 e sulle extraurbane principali è 90. Vale a prescindere da quanto piove.

I 150 km/h esistono solo sulla carta. Il Codice consente agli enti proprietari di elevare il limite fino a 150 sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per senso di marcia, dotate di sistemi omologati per il calcolo della velocità media, e solo se lo consentono l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio. Nessun tratto italiano è mai stato portato a 150. Se leggi il contrario, è una notizia vecchia o sbagliata.

Gli enti proprietari possono anche abbassare i limiti su singoli tratti, e lo fanno spesso: gallerie, viadotti, tratti con incidentalità alta. Il cartello sul posto vince sempre sul limite generale.

Limiti diversi per chi guida e per cosa guida

ChiAutostradaExtraurbane principali
Neopatentati, primi 3 anni100 km/h90 km/h
Autocarri oltre 3,5 t100 km/h80 km/h
Autotreni e autoarticolati80 km/h70 km/h
Autobus oltre 8 t100 km/h80 km/h
Ciclomotorivietativietati

Per i mezzi pesanti il limite riportato sulla carta di circolazione o sul disco applicato al veicolo prevale se è inferiore.

Chi non può entrare in autostrada

Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali è vietata la circolazione a biciclette, ciclomotori, motocicli con cilindrata inferiore a 150 cm³ (o potenza sotto 11 kW se elettrici), motocarrozzette sotto i 250 cm³, macchine agricole e macchine operatrici, veicoli senza pneumatici e veicoli con carico non assicurato o sporgente.

C’è però una deroga che quasi nessuno conosce: i motocicli da 120 cm³ in su, o da 6 kW in su se elettrici, possono circolare, ma solo se condotti da un maggiorenne. È il comma 2-bis dell’articolo 175, e sposta la soglia reale dai 150 ai 120 centimetri cubici per i conducenti adulti.

Le regole che cambiano con la categoria

Non è solo questione di velocità. In autostrada e sulle extraurbane principali valgono divieti che altrove non esistono: è vietata l’inversione di marcia, la retromarcia e l’attraversamento dello spartitraffico, è vietata la sosta fuori dalle aree attrezzate, ed è vietato percorrere la corsia di emergenza se non per necessità reale o su indicazione degli organi di polizia.

Sono anche le strade dove il divieto di circolazione dei mezzi pesanti nei giorni festivi ha l’impatto maggiore, e dove la sosta prolungata è consentita solo nelle aree di servizio e di parcheggio.

Riconoscere la strada in tre secondi

  • Cartelli verdi con sigla A e numero, caselli, corsia di emergenza continua: sei in autostrada, 130.
  • Cartelli blu e segnale con l’auto bianca su fondo blu, carreggiate separate: strada extraurbana principale, 110.
  • Cartelli blu ma carreggiata unica, incroci, accessi laterali: extraurbana secondaria, 90.
  • Cartelli bianchi e cartello con il nome del paese: sei in centro abitato, 50 salvo diverso segnale.

Il caso più insidioso resta il passaggio da una superstrada alla sua complanare: il paesaggio è identico, il limite scende di quaranta chilometri orari, e il cartello che te lo dice è uno solo.


Com’è la strada adesso

Conoscere la categoria della strada serve a sapere come guidarci. Sapere cosa ci trovi sopra è un’altra cosa: code, incidenti, cantieri e chiusure in tempo reale su tutta la rete italiana.


Domande frequenti

Che differenza c’è tra autostrada e superstrada?

L’autostrada ha corsia di emergenza continua, recinzione lungo tutto il tracciato e nessun accesso che non sia uno svincolo dedicato, e il limite è 130. La superstrada, che nel Codice si chiama strada extraurbana principale, ha requisiti meno stringenti e limite 110. Le riconosci dal colore dei cartelli: verdi le prime, blu le seconde.

Una tangenziale è un’autostrada?

Dipende dalla singola tangenziale. Alcune sono classificate come autostrade, come la A50 di Milano; altre sono strade urbane di scorrimento con limite 50 o 70; altre ancora sono extraurbane. Il nome non determina la categoria: fai riferimento ai cartelli e ai limiti indicati.

Che limite c’è su una strada statale?

Non esiste un limite unico per le statali, perché “statale” indica solo che la strada è gestita da ANAS. Una statale può essere extraurbana principale con limite 110 o extraurbana secondaria con limite 90, e in alcuni tratti può avere limiti più bassi imposti dall’ente proprietario.

Il limite scende davvero da solo quando piove?

Sì. In caso di precipitazioni di qualunque natura il limite diventa 110 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali, senza bisogno di segnaletica o provvedimenti.

Una moto 125 può andare in autostrada?

Sì, se il conducente è maggiorenne. La regola generale fissa la soglia a 150 cm³, ma una deroga del Codice ammette i motocicli da 120 cm³ in su, o da 6 kW se elettrici, purché condotti da un maggiorenne.

Cos’è una strada complanare?

È la strada di servizio che corre parallela a un’autostrada o a una superstrada e raccoglie il traffico locale e gli accessi non ammessi sulla strada principale. Non è mai un’autostrada: ha incroci, accessi e limiti nettamente più bassi, spesso 70 o 50 km/h.


Riferimenti: articoli 2, 142 e 175 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992 e successive modifiche). Questa pagina è un riepilogo divulgativo: il testo che fa fede è quello di legge, e la segnaletica presente sul posto prevale sempre sui limiti generali. Se noti un’imprecisione, segnalacela a [INSERIRE EMAIL].

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