
La scena è la stessa su ogni autostrada italiana: corsia di destra praticamente vuota, corsia centrale occupata da una fila di auto che viaggiano a 110 km/h, corsia di sinistra usata come corsia di crociera. Tu sei già a destra, mantieni la tua andatura e ti ritrovi ad avanzare rispetto a chi ti sta a sinistra. Stai commettendo un’infrazione?
Quasi tutti rispondono “sì, il sorpasso a destra è vietato”. La risposta corretta è più precisa, e sta tutta in una parola del Codice della Strada: manovra.
Risposta rapida. Se resti nella tua corsia e superi chi viaggia più lentamente in quella accanto, non stai sorpassando: stai superando, ed è lecito. Se ti sposti a destra apposta per oltrepassare un veicolo, stai sorpassando a destra: è vietato dall’art. 148 comma 15 CdS e costa da 83 a 332 euro più 5 punti della patente.
Cosa dice davvero l’articolo 148 del Codice della Strada
Il comma 1 dell’art. 148 definisce il sorpasso come la manovra con cui un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla corsia o sulla parte di carreggiata normalmente destinata alla circolazione.
Il comma 3 descrive come deve avvenire: il conducente, dopo aver segnalato, deve portarsi sulla sinistra del veicolo da superare, oltrepassarlo rapidamente mantenendo un’adeguata distanza laterale e riportarsi a destra appena possibile. Sulle carreggiate divise in corsie, il sorpasso va effettuato sulla corsia immediatamente a sinistra del veicolo da superare.
Da qui discende il punto decisivo, confermato da una giurisprudenza costante della Cassazione: il sorpasso, in senso tecnico-giuridico, è fatto di due spostamenti laterali — uno verso sinistra per oltrepassare, uno di rientro verso destra. Se questi due spostamenti non ci sono, non c’è sorpasso. Quando due veicoli marciano su corsie parallele e si sopravanzano a vicenda rimanendo ciascuno nella propria corsia, mancano proprio gli elementi costitutivi della manovra.
Sorpasso o superamento: la differenza sta nel volante, non nel contachilometri
Il punto non è chi va più veloce. Il punto è chi cambia corsia.
| Sorpasso a destra (vietato) | Superamento a destra (lecito) | |
|---|---|---|
| Cosa fai | Lasci la tua corsia, ti sposti a destra per oltrepassare, poi rientri | Resti nella tua corsia dall’inizio alla fine |
| Elemento volontario | Manovra intenzionale per guadagnare posizioni | Nessuna manovra: è il flusso che cambia velocità |
| Prevedibilità per gli altri | Bassa: arrivi dal lato in cui nessuno ti aspetta | Alta: sei dove il Codice vuole che tu sia |
| Inquadramento | Art. 148 comma 15 CdS | Nessuna violazione |
Tre situazioni tipiche di superamento lecito:
- File parallele in traffico intenso. Le corsie scorrono a velocità diverse e capita che quella di destra sia momentaneamente la più fluida. Nessuno sta manovrando: nessuno sta sorpassando.
- Coda che si forma a sinistra. Sei regolarmente sulla destra, davanti a te la strada è libera, mentre a sinistra il traffico rallenta o si ferma per un incidente o un cantiere. Prosegui: non stai sorpassando, stai semplicemente continuando il tuo percorso.
- Veicolo lento incollato alla corsia centrale. Tu sei già nella corsia di destra da chilometri e lo raggiungi mantenendo andatura costante. Il problema normativo, in questo caso, è suo — e lo vediamo subito.
Il rovescio della medaglia: chi occupa la corsia centrale sta violando l’art. 143
La norma che quasi nessuno cita è l’articolo 143. Il comma 1 stabilisce che i veicoli devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro anche quando la strada è libera. Il comma 5 lo declina sulle strade a più corsie: salvo diversa segnalazione, si deve percorrere la corsia più libera a destra, perché la corsia o le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso.
Quindi l’automobilista fisso sulla corsia centrale di un’autostrada a tre corsie, con la destra libera, sta violando il Codice a prescindere dalla velocità a cui viaggia. La sanzione è quella residuale dell’art. 143 comma 13: da 42 a 173 euro, con decurtazione di 4 punti dalla patente.
Attenzione a un falso mito. Molti ricordano la regola secondo cui “la corsia di destra è riservata ai veicoli lenti”: era il comma 6 dell’art. 143, ma è stato soppresso nel 2002. Oggi la corsia di destra non è la corsia dei lenti: è la corsia di marcia normale per tutti.
Quando stare al centro è invece legittimo
- Stai effettivamente sorpassando un veicolo che occupa la corsia di destra.
- Ti sei portato al centro per predisporti al sorpasso di un veicolo che hai davanti sulla destra.
- La corsia di destra non è percorribile: cantiere, ostacolo, incidente, restringimento o indicazione della segnaletica dinamica.
Fuori da questi casi, la permanenza prolungata nella corsia centrale o di sinistra è contestabile — e gli agenti possono farlo sulla base della semplice osservazione diretta, senza bisogno di rilevamento automatico.
Quando il sorpasso a destra è davvero consentito
Le eccezioni esistono, ma sono scritte per situazioni che in autostrada non si verificano quasi mai:
- Comma 7: il sorpasso deve essere effettuato a destra quando il conducente che ti precede ha segnalato l’intenzione di svoltare a sinistra — o, su carreggiata a senso unico, di arrestarsi a sinistra — e ha già iniziato la manovra.
- Comma 8: il sorpasso dei tram non in sede riservata si effettua a destra quando la larghezza della carreggiata lo consente.
- Art. 143 comma 7: nei centri abitati, chi cambia corsia per predisporsi a una svolta può effettuare il sorpasso anche a destra.
In autostrada non ci sono intersezioni a raso, non ci sono tram e nessuno svolta a sinistra. Tradotto: in autostrada il sorpasso a destra non è mai consentito. L’unica cosa lecita è il superamento.
Le sanzioni in cifre
| Violazione | Norma | Sanzione | Punti |
|---|---|---|---|
| Sorpasso a destra vietato | Art. 148 c. 15 | da 83 a 332 € | 5 |
| Sorpasso senza rispettare condizioni e modalità (commi 2, 3, 8) | Art. 148 c. 15 | da 83 a 332 € | 2–5 |
| Altri sorpassi vietati (curve, dossi, intersezioni, passaggi a livello) | Art. 148 c. 16 | da 167 a 665 € + sospensione patente 1–3 mesi | 10 |
| Mancata occupazione della corsia più libera a destra | Art. 143 c. 13 (rif. c. 5) | da 42 a 173 € | 4 |
Due precisazioni che pesano:
- Neopatentati. Nei primi tre anni dal rilascio della prima patente i punti decurtati raddoppiano: un sorpasso a destra vale 10 punti.
- Recidiva. Se nell’arco di due anni si commettono almeno due violazioni relative alle modalità di esecuzione del sorpasso (comma 3), all’ultima consegue la sospensione della patente da uno a tre mesi.
- Pagamento ridotto. Come per la generalità delle sanzioni del Codice, il pagamento entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica dà diritto alla riduzione del 30% sul minimo edittale (non si applica alle sanzioni accessorie: i punti si perdono comunque).
Se ti contestano il sorpasso a destra
La contestazione si gioca su un solo fatto: hai cambiato corsia o no? Il verbale deve descrivere la manovra, non limitarsi a constatare che hai oltrepassato un veicolo sulla sua destra. Se eri già nella corsia di destra e ci sei rimasto, l’elemento costitutivo della violazione manca, e la circostanza va rappresentata subito, meglio se supportata da registrazione della dashcam, testimoni o dati del navigatore.
Va detto che i sistemi di rilevamento automatico dei sorpassi vietati (i cosiddetti “sorpassometri”) sono in diffusione e lavorano proprio sul riconoscimento del cambio di corsia: la fotografia della manovra completa, in questi casi, è già agli atti.
Cinque regole pratiche per non sbagliare mai
- Non zigzagare. Il “serpente” tra corsia centrale e corsia di destra per guadagnare due posizioni è esattamente ciò che l’art. 148 punisce.
- Se sei già a destra, tieni un’andatura costante. Non accelerare per “far notare” il tuo passaggio: l’accelerazione trasforma un superamento lecito in una manovra che un agente può leggere diversamente.
- Dopo il sorpasso, rientra. Il comma 3 impone di riportarsi a destra appena possibile. Unica deroga: il comma 6 consente di restare nella corsia impegnata se devi subito sorpassare un altro veicolo, purché non intralci chi sopraggiunge più rapido da dietro.
- Se ti stanno sorpassando, non accelerare. Il comma 4 impone di agevolare la manovra; violarlo costa quanto un sorpasso irregolare.
- Se sei tu il veicolo lento, fai spazio. Il comma 5 obbliga chi guida un mezzo lento o ingombrante a rallentare e, se necessario, a farsi da parte per lasciar passare chi segue.
Domande frequenti
Posso superare a destra un’auto ferma in coda mentre la mia corsia scorre?
Sì. Restando nella tua corsia non compi alcuna manovra di sorpasso. L’unico divieto specifico sulle code (art. 148 comma 11) riguarda il superamento di veicoli fermi o in lento movimento quando comporta l’invasione della carreggiata opposta: situazione impossibile in autostrada.
In autostrada a tre corsie, la centrale è una corsia di marcia o di sorpasso?
È corsia di sorpasso. La corsia di marcia è sempre e solo quella di destra, quando è libera. La centrale si usa per sorpassare i veicoli che stanno a destra, la sinistra per sorpassare quelli che stanno al centro.
Se sono in corsia centrale e quella di destra è occupata da camion distanziati, devo rientrare ogni volta?
Se i rientri sono materialmente possibili in sicurezza, sì. Se i mezzi pesanti sono ravvicinati e un rientro comporterebbe frenate o manovre brusche, la permanenza nella corsia è coperta dal comma 6 dell’art. 148, che consente di restare per sorpassi consecutivi purché non si intralci chi arriva più veloce da dietro.
Il superamento a destra fa perdere punti?
No. Non essendo una violazione, non comporta né multa né decurtazione. I punti si perdono per il sorpasso a destra (5) e, sul fronte opposto, per la mancata occupazione della corsia più libera a destra (4).
Vale lo stesso su tangenziali e superstrade?
Sì. L’art. 143 comma 5 e l’art. 148 si applicano a tutte le carreggiate a due o più corsie per senso di marcia, autostrade e strade extraurbane principali comprese.
Contenuto informativo aggiornato al testo vigente del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992, come modificato dalla L. 177/2024). Gli importi indicati sono quelli previsti dal Codice e sono soggetti all’aggiornamento biennale ISTAT; non costituisce consulenza legale.