
Da oggi, 1 Settembre 2026 al 31 dicembre 2026 restano 20 giornate di divieto di circolazione per i veicoli adibiti al trasporto di cose con massa superiore a 7,5 tonnellate. Le date, gli orari e tutte le eccezioni sono fissati dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 325 del 12 dicembre 2025, che vale per tutto l’anno in corso.
Qui sotto trovi il calendario dell’ultimo quadrimestre, il cambio di orario che scatta a ottobre e su cui in tanti sbagliano, chi è esentato e come si chiede la deroga in Prefettura.
Il calendario da settembre a dicembre 2026
Settembre 2026 — 4 giornate
| Giorno | Inizio divieto | Fine divieto |
|---|---|---|
| domenica 6 | 07:00 | 22:00 |
| domenica 13 | 07:00 | 22:00 |
| domenica 20 | 07:00 | 22:00 |
| domenica 27 | 07:00 | 22:00 |
Ottobre 2026 — 4 giornate
| Giorno | Inizio divieto | Fine divieto |
|---|---|---|
| domenica 4 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 11 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 18 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 25 | 09:00 | 22:00 |
Novembre 2026 — 5 giornate
| Giorno | Inizio divieto | Fine divieto |
|---|---|---|
| domenica 1 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 8 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 15 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 22 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 29 | 09:00 | 22:00 |
Dicembre 2026 — 7 giornate
| Giorno | Inizio divieto | Fine divieto |
|---|---|---|
| domenica 6 | 09:00 | 22:00 |
| martedì 8 (Immacolata) | 09:00 | 22:00 |
| domenica 13 | 09:00 | 22:00 |
| domenica 20 | 09:00 | 22:00 |
| venerdì 25 (Natale) | 09:00 | 22:00 |
| sabato 26 (Santo Stefano) | 09:00 | 22:00 |
| domenica 27 | 09:00 | 22:00 |
Le due date su cui si sbaglia più spesso
Il cambio d’orario del 4 ottobre. Le domeniche di settembre rientrano ancora nel regime estivo e il divieto parte alle 07:00. Dalla prima domenica di ottobre si torna alle 09:00. Sono due ore di differenza che valgono una sanzione: chi si organizza a memoria sulle domeniche di agosto rischia di partire in orario sbagliato proprio a ottobre, quando il margine si è allargato e non ce n’è più bisogno.
Il blocco di tre giorni a Natale. Venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 dicembre sono tutti e tre giorni di divieto dalle 09:00 alle 22:00. Chi deve consegnare tra Natale e Santo Stefano ha come unica finestra utile quella notturna, dalle 22:00 alle 09:00 del giorno dopo, salvo esenzioni o deroga prefettizia. È l’unica sequenza di tre giornate consecutive rimasta nel calendario 2026.
Chi non è soggetto al divieto
Il decreto distingue le esenzioni per soggetto, per servizio svolto e per tipo di merce trasportata. Valgono anche a veicolo scarico.
Per soggetto: Forze di Polizia, Forze Armate e Capitanerie di Porto, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana, Regioni e altri Enti territoriali.
Per servizio pubblico: fornitura di acqua, gas ed energia elettrica, nettezza urbana e raccolta rifiuti, pronto intervento per fognature e spurgo pozzi neri, servizi postali, servizi radiotelevisivi, pronto intervento connesso alla gestione della circolazione stradale, e altri servizi pubblici per esigenze collettive urgenti con documentazione a bordo.
Per categoria di veicolo: autocisterne per acqua a uso domestico, per latte fresco, per combustibili liquidi o gassosi destinati alla distribuzione, veicoli per alimenti destinati ad animali da allevamento, macchine agricole.
Per tipo di merce: giornali, quotidiani e periodici, prodotti per uso medico, alimenti deperibili in regime ATP, prodotti agricoli a rapido deperimento (frutta fresca, ortaggi, fiori recisi, semi vitali non germogliati, uova da cova, miele non invasettato), sottoprodotti della macellazione, biancheria da e per lavanderie industriali al servizio di strutture sanitarie o case di riposo. Rientrano anche gli animali vivi in condizioni specifiche: pulcini destinati all’allevamento, animali diretti alla macellazione, animali provenienti dall’estero, animali per manifestazioni agonistiche autorizzate nelle 48 ore, api per nomadismo.
Una precisazione che riguarda molti autisti: il trattore stradale isolato non è soggetto al calendario quando rientra in sede, quando si reca al luogo di aggancio di un semirimorchio o quando è impiegato in operazioni di trasporto intermodale con documentazione che attesti l’avvenuta riconsegna. Nel decreto 2026 questa esenzione non è più legata al limite delle 7,5 tonnellate.
I veicoli che circolano grazie alle esenzioni per categoria e per merce devono esporre cartelli verdi di 0,50 × 0,40 metri con la lettera “d” minuscola nera alta 0,20 m, su entrambe le fiancate e sul retro. Chi circola con autorizzazione prefettizia espone gli stessi cartelli, ma con la lettera “a”.
Le agevolazioni orarie: quante ore guadagni davvero
Non sono esenzioni, ma spostamenti dell’orario di inizio o fine del divieto. Vanno sempre documentate a bordo.
| Situazione | Agevolazione |
|---|---|
| Veicoli provenienti dall’estero | Inizio del divieto posticipato di 4 ore |
| Veicoli diretti all’estero | Fine del divieto anticipata di 2 ore |
| Da e per la Sardegna | 4 ore, in posticipo o in anticipo secondo il caso |
| Da e per la Sicilia con traghettamento | Inizio posticipato di 4 ore; per chi si imbarca verso la penisola il divieto non si applica |
| Attraverso Reggio Calabria e Villa San Giovanni | 2 ore in posticipo all’inizio e 2 in anticipo alla fine |
| Diretti a interporti e terminal intermodali con merce destinata all’estero | Fine del divieto anticipata di 4 ore |
Due dettagli che fanno la differenza in un controllo. Il posticipo per chi arriva dall’estero o al porto vale solo se l’arrivo avviene nel giorno di divieto. E per chi viaggia dall’estero con un solo conducente, se il riposo giornaliero previsto dal regolamento CE 561/2006 finisce dopo l’inizio del divieto, le quattro ore di posticipo si contano dalla fine del riposo, non dall’orario del calendario.
Il divieto non si applica del tutto ai trasporti intermodali strada-mare diretti ai porti per le tratte marittime individuate dal decreto, a quelli strada-rotaia con origine e destinazione in Italia, e ai veicoli da e per gli aeroporti che trasportano merce destinata al trasporto aereo. Per i trasporti combinati, il tratto stradale iniziale o terminale non può superare i 150 km in linea d’aria dal porto o dalla stazione di imbarco.
Merci pericolose: cosa cambia dopo il 6 settembre
Per le merci pericolose delle classi ADR 1 e 7 il decreto prevede un divieto aggiuntivo rispetto al calendario generale, valido per qualunque quantità trasportata e indipendentemente dalla massa del veicolo: tutti i sabati dalle 8:00 alle 24:00 e tutte le domeniche dalle 0:00 alle 24:00, nel periodo dal 23 maggio al 6 settembre 2026.
Questo significa che domenica 6 settembre è l’ultimo giorno in cui si applica il regime rafforzato: quella domenica il divieto per le classi 1 e 7 copre l’intera giornata, non la fascia 07:00-22:00 del calendario ordinario. Da lunedì 7 settembre in poi, per il resto dell’anno, valgono solo le date dell’Allegato A.
Restano possibili, con autorizzazione prefettizia, i trasporti di fuochi artificiali di IV e V categoria, quelli di classe 1 diretti a cantieri di opere di interesse nazionale e quelli di classe 7 per esigenze urgenti in ambito sanitario. I trasporti militari e delle Forze di Polizia sono esentati, previa informazione alla Prefettura competente.
Come si chiede la deroga in Prefettura
Se non rientri in nessuna esenzione ma hai un’esigenza documentabile, la strada è l’autorizzazione prefettizia. La richiesta va presentata almeno dieci giorni prima della partenza, di norma alla Prefettura della provincia di partenza, in alternativa a quella dove ha sede l’impresa che esegue il trasporto. Per i veicoli provenienti dall’estero si può presentare alla Prefettura della provincia di confine dove inizia il viaggio in Italia.
Nella domanda vanno indicati il giorno o il periodo, limitato alle effettive esigenze, la targa dei veicoli, le località di partenza e arrivo con i percorsi previsti, e la tipologia di merce con le motivazioni.
I casi ammessi sono tassativi: prodotti agricoli diversi da quelli già esentati e a rischio deterioramento, alimenti per animali da allevamento, materiali da e per cantieri di opere di interesse nazionale, prodotti dell’industria a ciclo continuo, veicoli per fiere e mercati, veicoli per spettacoli dal vivo e manifestazioni sportive, trasporti eccezionali non programmabili fuori dal periodo di divieto, veicoli dall’estero diretti ad aree di sosta o autoporti di frontiera, e altri casi singoli di comprovata e assoluta urgenza.
Per l’industria a ciclo continuo l’autorizzazione può essere rinnovata più volte entro l’anno solare, se l’esigenza è continuativa e la tipologia di prodotto costante. Chi opera stabilmente su quel tipo di flusso può evitare di rifare la pratica per ogni singolo viaggio.
Il calendario può ancora cambiare?
Il decreto prevede che il Ministero possa apportare modifiche e integrazioni con un successivo decreto dirigenziale, per bilanciare la sicurezza della circolazione con la competitività dell’autotrasporto. Nella pratica il calendario dell’Allegato A resta quello, ma prima di programmare un viaggio a ridosso di una data critica conviene una verifica sul sito del Ministero.
Prima di partire, guarda com’è la strada
Nelle finestre utili tra un divieto e l’altro il traffico si concentra, e le code si formano dove ci sono cantieri o restringimenti. Puoi vedere incidenti, code, lavori e chiusure in tempo reale su tutte le autostrade italiane, con dati CCISS aggiornati ogni cinque minuti.
Le direttrici più battute dall’autotrasporto sono la A1 Milano-Bologna, la A14 Bologna-Ancona e la A4 Milano-Brescia.
Domande frequenti
Quante giornate di divieto restano nel 2026?
Venti: quattro a settembre, quattro a ottobre, cinque a novembre e sette a dicembre. Sull’intero anno il decreto ne prevede 80.
A che ora inizia il divieto la domenica?
Alle 07:00 nelle domeniche di settembre, alle 09:00 da ottobre in poi. La fine è sempre alle 22:00.
Il divieto vale anche in autostrada?
Sì. Il decreto disciplina la circolazione sulle strade extraurbane, autostrade comprese. Alcune eccezioni specifiche, come il rientro in sede entro 80 km, escludono invece espressamente i tratti autostradali.
Posso circolare a vuoto nei giorni di divieto?
Solo se rientri in una delle esenzioni: quelle per servizio pubblico, per categoria di veicolo e per tipo di merce valgono anche a veicolo scarico. Fuori da quei casi, il veicolo vuoto è soggetto al divieto come quello carico.
Quanto tempo prima va chiesta l’autorizzazione in deroga?
Almeno dieci giorni prima della data prevista per la partenza, alla Prefettura della provincia di partenza o a quella dove ha sede l’impresa che esegue il trasporto.
Il trattore stradale isolato è soggetto al divieto?
No, quando viaggia isolato per rientrare in sede, per raggiungere il luogo di aggancio di un semirimorchio o nell’ambito di un trasporto intermodale con documentazione della riconsegna.
Fonte
Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 325 del 12 dicembre 2025, “Divieti di circolazione dei veicoli adibiti al trasporto di cose di massa complessiva superiore a 7,5 t per l’anno 2026”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il calendario delle date è l’Allegato A del decreto.
Questa pagina è un riepilogo divulgativo. Il testo che fa fede è quello del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, comprensivo di eventuali modifiche successive. Per i casi dubbi rivolgersi alla Prefettura competente.