Il traffico intenso è la seconda causa di segnalazione sulle autostrade italiane, e la più frustrante, perché a differenza di un incidente non ha un colpevole né una fine prevedibile. Capire come nasce una coda serve a due cose molto pratiche: comportarsi bene quando ci finisci dentro, e sapere quando conviene partire per non trovarcela.
La coda che nasce dal nulla
Ti è capitato di rallentare fino quasi a fermarti, restare fermo qualche minuto e poi ripartire senza aver visto né incidenti né cantieri. Non è un’illusione: si chiama coda a fisarmonica, ed è un fenomeno che nasce senza alcun ostacolo.
Il meccanismo è semplice. Quando il traffico è denso, basta che un conducente freni un po’ più del necessario. Chi lo segue deve frenare un po’ di più, perché reagisce in ritardo. Il terzo di più ancora. Dopo qualche decina di veicoli qualcuno si ferma del tutto, e quel punto di arresto si sposta all’indietro lungo la carreggiata, contro il senso di marcia, anche per chilometri e per parecchio tempo dopo che chi aveva frenato per primo è già lontano.
Cosa puoi fare tu: tenere una distanza ampia e una velocità il più costante possibile. Chi lascia spazio davanti può assorbire il rallentamento decelerando gradualmente, invece di frenare di colpo e trasmettere l’onda a chi segue. Meno frenate secche ci sono in una fila, meno code a fisarmonica si formano.
Perché una coda dura più di quanto è durato il problema
È la cosa che fa più arrabbiare: l’incidente è stato rimosso da un’ora, il bollettino non lo segnala più, eppure la strada è ancora bloccata. Non è cattiva informazione, è aritmetica.
Una coda si forma alla velocità con cui arrivano i veicoli, e si scioglie alla velocità con cui riescono a ripartire, che è molto più bassa: ogni auto deve aspettare che quella davanti si muova, poi reagire, poi accelerare. Il risultato pratico è che un accumulo di un’ora richiede spesso due o tre ore per smaltirsi, anche a carreggiata completamente libera.
Da qui una conseguenza utile: quando vedi sparire una segnalazione, non è il momento di partire. È il momento in cui la coda comincia lentamente a ridursi.
I segnali che annunciano la coda
CodaVeicoli fermi o quasi fermi più avanti. Rallenta subito e accendi le quattro frecce mentre ti accodi.
Autocarri in rallentamentoTipico delle salite lunghe: i mezzi pesanti perdono velocità e occupano la corsia di destra.
Distanziamento minimoIndica i metri da tenere dal veicolo che precede. È la misura che previene le code a fisarmonica.
Limite ridottoNei tratti congestionati serve a uniformare le velocità: paradossalmente fa scorrere di più.
Uso delle corsieOgni corsia con il suo limite, nei tratti a velocità differenziata.
Riduzione delle corsieI restringimenti sono la causa strutturale più comune di coda: spostati con anticipo.
Radio informazioniLa frequenza dei notiziari sul traffico per quella zona.
Area di servizioCon una coda lunga davanti, fermarsi venti minuti spesso costa meno che restare in fila.
Dove c’è traffico intenso adesso
Queste sono le tratte su cui il CCISS segnala in questo momento code o traffico intenso. Clicca su una tratta per vedere tra quali svincoli e in quale direzione.
Nessuna segnalazione di questo tipo sulla rete autostradale in questo momento.
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Code e rallentamenti non sono la stessa cosa
Nel linguaggio del CCISS le parole hanno un significato preciso, e conoscerlo cambia la lettura del bollettino.
| Dicitura | Cosa significa davvero |
|---|---|
| Code | Veicoli fermi o quasi. Si procede a passo d’uomo, con ripartenze e arresti. |
| Code a tratti | Fasi alterne: si riparte e ci si ferma di nuovo più avanti. Tipico dei flussi molto densi. |
| Traffico rallentato | Circolazione lenta ma continua. Si viaggia, sotto il limite, senza fermarsi. |
| Traffico intenso | Volume alto ma ancora scorrevole. È l’avviso che la situazione può peggiorare. |
| Traffico congestionato | Il gradino sopra: la carreggiata è satura e ogni evento ulteriore la blocca. |
Quando ti accodi
Le quattro frecce mentre rallenti sono la cosa più utile che puoi fare. Il tamponamento in coda avviene quasi sempre a danno dell’ultimo arrivato, cioè di chi non aveva capito che davanti si stava fermando. Accendendole diventi tu quel segnale per chi ti segue.
Una volta fermo, resta in auto con le cinture allacciate: in coda il rischio arriva da dietro, e l’abitacolo con le cinture protegge più della carreggiata. Non scendere per sgranchirti, non camminare tra le file, non lasciare che i bambini escano.
Tieni libera la corsia di emergenza anche quando la coda è ferma da mezz’ora e sembra che non serva a nessuno: è il corridoio da cui passano ambulanze e mezzi di soccorso, e se il blocco è dovuto a un incidente con feriti quel corridoio è esattamente ciò che serve per liberare la strada prima.
Quando conviene partire
Le code da traffico intenso, a differenza di quelle da incidente, sono prevedibili, perché seguono i ritmi delle persone. Nei giorni feriali si concentrano attorno agli ingressi delle grandi città al mattino presto e nel tardo pomeriggio. Nei fine settimana da esodo il grosso si forma tra la metà della mattina e il primo pomeriggio: partire prima delle sette o dopo le venti cambia radicalmente il viaggio.
Un fattore che si sottovaluta è il ritorno: il controesodo si concentra nelle stesse ore ma è più compresso, perché quasi tutti rientrano nella stessa finestra. Sulle direttrici verso nord la domenica sera è spesso peggiore del sabato mattina.
Domande frequenti
Cos’è la coda a fisarmonica?
È una coda che si forma senza alcun ostacolo. In traffico denso basta una frenata di troppo perché chi segue freni più forte, e dopo qualche decina di veicoli qualcuno si ferma. Il punto di arresto si sposta all’indietro lungo la carreggiata e può durare a lungo dopo che la causa iniziale è sparita.
Che differenza c’è tra code e traffico rallentato?
Le code indicano veicoli fermi o quasi fermi, con arresti e ripartenze. Il traffico rallentato indica invece una circolazione lenta ma continua, sotto il limite ma senza fermarsi.
Perché la coda continua anche se la causa è stata rimossa?
Perché una coda si scioglie molto più lentamente di quanto si formi: ogni veicolo deve attendere che quello davanti si muova, reagire e accelerare. Un accumulo di un’ora può richiedere due o tre ore per smaltirsi a carreggiata già libera.
Devo restare in auto quando sono fermo in coda?
Sì, con le cinture allacciate e le quattro frecce accese. In coda il rischio arriva da dietro, e l’abitacolo protegge più della carreggiata. Scendere o camminare tra le file espone a un pericolo concreto.
A che ora conviene partire per evitare le code?
Nei fine settimana da esodo il traffico si concentra tra la metà della mattina e il primo pomeriggio: partire prima delle sette o dopo le venti riduce molto il rischio. Nei giorni feriali le criticità si spostano sugli ingressi delle grandi città al mattino presto e nel tardo pomeriggio.
Questa pagina è un riepilogo divulgativo. Le segnalazioni in tempo reale provengono dal CCISS del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e possono cambiare rapidamente.