Chi gestisce le autostrade italiane? Società, concessioni e mappa

La rete autostradale italiana si estende per circa 7.000 chilometri ed è di proprietà pubblica dello Stato italiano. La sua gestione operativa, la manutenzione e la riscossione dei pedaggi non fanno capo a un unico soggetto, bensì a un modello basato su concessioni affidate a diverse società private e a capitale misto pubblico-privato, oltre a una quota gestita direttamente da un ente pubblico.

Il modello: Concedente e Concessionari

Il proprietario ultimo dell’infrastruttura è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che agisce come ente concedente. Il MIT stabilisce i piani finanziari, fissa i requisiti manutentivi e autorizza le variazioni delle tariffe autostradali.

La vigilanza tecnica, contrattuale e sulla sicurezza è affidata all’ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) e ad ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali).

I concessionari sono le società che firmano contratti pluridecennali con lo Stato, assumendosi l’onere degli investimenti, della manutenzione ordinaria e straordinaria e incassando i pedaggi secondo il modello regolatorio concordato.

Chi gestisce cosa: la mappa dei principali operatori

La gestione è frammentata tra oltre 20 società concessionarie. Le quote di rete più rilevanti fanno capo a pochi grandi gruppi industriali e finanziari:

Operatore / GruppoQuota di rete / Km gestitiTratte principaliAssetto societario
ASPI (Autostrade per l’Italia)~3.000 km (~50% della rete a pedaggio)A1 (Milano-Napoli), A4 (tratta Milano-Brescia), A8/A9 (Laghi), A14 (Adriatica), A10, A12, A26Controllata da Holding Reti Autostradali (CDP Equity 51%, Blackstone 24,5%, Macquarie 24,5%)
Gruppo ASTM (Gavio)~1.400 kmA4 (Torino-Milano), A21 (Torino-Piacenza), A15 (Parma-La Spezia), A33 (Asti-Cuneo)Controllato dalla famiglia Gavio e dal fondo d’investimento Ardian
ANAS (Gruppo FS Italiane)~900 km a pedaggio zeroA2 (Autostrada del Mediterraneo), Grande Raccordo Anulare (A90), A91 (Roma-Fiumicino), autostrade siciliane (A19, A29)Società per azioni interamente a controllo pubblico statale
Concessioni Autostradali Venete (CAV)~74 kmPassante di Mestre, A57, raccordo con l’Aeroporto di VeneziaParitetica: 50% ANAS, 50% Regione Veneto
Gruppo Abertis / A4 Holding~235 kmA4 (Brescia-Padova), A31 (Valdastico)Gruppo internazionale Abertis (Mundys e ACS)
Autostrada del Brennero S.p.A.~314 kmA22 (Brennero-Modena)A maggioranza pubblica locale (Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano)
Società Autostrade Alto Adriatico~215 kmA4 (Venezia-Trieste), A28 (Portogruaro-Pordenone-Conegliano), A23Interamente pubblica (Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto)
Autovie e tratte minori / alpine~600 kmTrafori (Monte Bianco, Gran San Bernardo), tangenziali urbane (Milano Serravalle, Tangenziale di Napoli), A3 (Napoli-Pompei-Salerno gestita da SIS)Varie (società miste regionali, enti territoriali, consorzi)

Per consultare il dettaglio operativo di ogni singolo percorso, è disponibile una panoramica esaustiva di tutte le tratte autostradali italiane (MAPPE). La mappa consente di individuare uscite, caselli, allacciamenti autostradali e la collocazione di tutte le aree di servizio lungo il tragitto, offrendo un riferimento pratico per pianificare soste e itinerari su scala nazionale.

La svolta pubblica di Autostrade per l’Italia (ASPI)

Il baricentro della rete italiana rimane Autostrade per l’Italia (ASPI), che copre circa la metà di tutte le autostrade a pedaggio del Paese.

Per oltre vent’anni controllata dalla holding Atlantia della famiglia Benetton, la società ha subito una radicale trasformazione a seguito del crollo del Ponte Morandi a Genova nel 2018. Il contenzioso con lo Stato si è chiuso nel maggio 2022 con il passaggio del 100% di ASPI a Holding Reti Autostradali (HRA), veicolo finanziario partecipato a maggioranza assoluta (51%) da CDP Equity (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, braccio finanziario pubblico del Ministero dell’Economia), affiancata con quote paritetiche del 24,5% ciascuna dai fondi infrastrutturali internazionali Blackstone e Macquarie.

Grazie a questa operazione, la maggioranza del principale gestore autostradale nazionale è tornata sotto una cabina di regia pubblica.

Le autostrade gratuite: il ruolo di ANAS

Non tutta la rete autostradale italiana richiede il pagamento di un pedaggio. Le tratte classificate come autostrade ma a transito gratuito sono gestite direttamente da ANAS S.p.A. (facente parte del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane). Tra queste spiccano arterie nevralgiche per il Paese:

  • A2 Autostrada del Mediterraneo (da Salerno a Reggio Calabria);
  • A90 (GRA – Grande Raccordo Anulare) di Roma e l’autostrada per l’aeroporto di Fiumicino (A91);
  • Le autostrade della rete siciliana, come la A19 (Palermo-Catania) e la A29 (Palermo-Mazara del Vallo).

In questi tratti, la manutenzione e i costi operativi non gravano sui caselli, ma sono coperti direttamente dalla fiscalità generale e dal contratto di programma tra ANAS e il Ministero.

Meccanismo di remunerazione e rinnovo concessioni

Il concessionario finanzia le proprie attività (asfaltature, monitoraggio ponti e gallerie, sgombero neve, soccorso meccanico e ammodernamenti) tramite i pedaggi pagati dagli automobilisti e le concessioni delle aree di servizio (ristorazione e carburanti).

Il costo a chilometro viene aggiornato periodicamente secondo formule che legano l’adeguamento all’inflazione, al recupero della produttività e all’effettiva realizzazione degli investimenti previsti dal piano concordato con l’ART. Alla scadenza del periodo di concessione, le tratte vengono messe a gara europea per l’assegnazione o affidate tramite modelli in-house a società totalmente pubbliche, come avvenuto nel Nord-Est per l’Autostrada Alto Adriatico.

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